Chi Sono

L’incontro tra matematica e acquerello

Ho sempre guardato il mondo attraverso una lente matematica. Affascinata dalla logica nascosta nelle forme e dalla precisione che risiede al di sotto del caos apparente, ho passato anni a cercare la chiarezza all'interno della complessità. Per me, semplificare non significa ridurre, ma rivelare l’essenza.

Il mio incontro con l’acquerello ha segnato un profondo cambiamento. Quella che era iniziata come una curiosità è diventata una pratica: uno spazio in cui la logica e l'imprevedibilità possono coesistere. Mi ha attratto il modo in cui l'acqua resiste al controllo e come la forma emerga attraverso un dialogo continuo tra intenzione e caso.

Oggi, la mia vita e la mia visione artistica nascono dalla coesistenza di queste due modalità di relazionarsi con la realtà: la Struttura (chiarezza, relazioni tra le forme, riduzione all'essenziale) e il Flusso (reattività, imprevedibilità, ciò che emerge). Non sono opposti, ma due modi di entrare nella stessa modalità di osservazione.

A woman crouching on the floor, painting an abstract artwork with black and brown strokes on a white canvas, in a room with art supplies in the background.

Una Pratica di Osservazione e di Presenza

Questa evoluzione ha trasformato la pittura in Mindful Watercolour—un lento rituale creativo in cui acqua, colore e presenza si incontrano. Ho scelto di allontanarmi dalla ricerca della perfezione tecnica per concentrarmi sull'apprendimento di un nuovo alfabeto visivo. Come in una bottega d'artista, ho dovuto imparare il linguaggio dell'acquerello prima di poter esprimere l'identità sulla carta.

Ogni dipinto diventa un esercizio di attenzione, una sequenza di gesti in cui il controllo si ammorbidisce nella consapevolezza. È uno spazio pensato per disconnettersi dalla fretta, fuori dal tempo, libero dal giudizio e dal peso della produttività costante. Dipingere diventa un modo per pensare di meno e percepire di più.

Nel tempo, questa osservazione profonda del mondo si è rivolta verso l'interno, trasformandosi in un'esplorazione dell'identità umana. Mi sono resa conto che l'atto di vedere, se vissuto con assoluta attenzione, diventa naturalmente un'esperienza di essere visti.

Questa è la filosofia che guida tutto il mio lavoro sulla presenza, inclusi i ritratti astratti. Quando incontro una persona, una coppia o una famiglia, il mio intento è percepire ciò che comunicano oltre le parole—un ritmo, una qualità, un movimento dell'essere. Traduco questa energia in forme semplici e in una tavolozza limitata. Non cerco una somiglianza realistica, ma una mappa emotiva, una distillazione visiva dell'essenza.

Irene Stella metre dipinge

Dipingere, per me, è il tentativo di essere me stessa con il minor numero di maschere possibile. Uno spazio di silenziosa curiosità, gratitudine e apertura, che connette il mio mondo interno con quello esterno, invitando gli altri a riconnettersi con il proprio.