Gli Essence Potraits allo YogAssisi Festival

Lo scorso fine settimana ho portato per la prima volta gli “Essence Potraits” ad un Festival, non è stata una vera e propria scelta nel senso che mi ero candidata allo YogAssisi Festival per tenere un lavoratorio di Mindful Watercolour e mi sono ritrovata dietro ad un banco nel Bazar. Mi sono detta prova!

So che l’approccio all’acquarello che porto avanti con il progetto Mindful Watercolour ha bisogno di silenzio e di calma, di attenzione e presenza per essere apprezzato, ma mi sono anche detta: “magri le persone che frequentano un festival di yoga sono più predisposte!”

In realtà non è stato proprio così, poche sono le persone che si sono avvicinate al banco a fare domande o che semplicemente hanno scelto uno dei miei disegni da portare a casa, ma ho avuto l’occasione di conoscere tre belle donne che mi hanno chiesto un Essence Potrait experience e così per la prima volta ne ho fatti in mezzo alla confusione e in poco tempo (chi va ad un festival non si ferma a lungo ad un banco)!

E se il tuo ritratto fossero forme e colori?

Piccolo formato per un’esperienza veloce

Ho capito che la conversazione iniziale in cui la persona mi racconta un pò di sé, fondamentalmente mi racconta cosa è importante in quel momento per lei, quali sono i sui temi attuali è un momento prezioso, delicato deve assolutamente essere protetto e forse il contesto del Festival è un pò dispersivo.

Mi viene sempre più spontaneo prendere appunti misti tra parole e colori si ogni parola mi evoca dei colori e non sempre sono i colori che classicamente vengono associati a quella parola, ma poi scopro con la persona che il realtà il colore che mi è venuto in mente ha un significato per lei!

Appunti in libertà

Parole in colori

Colori in forme

Poi arriva il momento in cui disegno, lì ci può essere tutto il rumore del mondo, ma io non lo sento, sono così concentrata che rialzo la testa quando ho finito! E per ultimo la consegna, lo sguardo della persona che si rivede nel ritratto astratto, vede delle cose di se stessa che io non conosco, non posso saperle perché non me le ha raccontate, ma per un gioco misterioso vuoi di semplice suggestione o di empatia scopre qualcosa di sé che a parole sarebbe stato difficile dire. Quello è il momento magico che amo di più!!

Finora avevo fatto delle commissioni e così questo momento me l’ero perso completamente con la spedizione del ritratto…ma grazie a questa esperienza nata così per caso del festival ho capito che mi piace davvero tanto fare gli Essence Portraits! insieme ai retreats di più giorni sono le esperienze che più mi nutrono e voglio portare avanti.

Ecco qui il terzo Essence Portrait del Festival

Scrivimi se ne vuoi uno anche tu!

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