E’ ufficiale, ho lasciato il mio vecchio lavoro!
Oggi è il primo settembre.
Per diciotto anni questa data ha significato il rientro dalle vacanze, l’inizio di un nuovo anno scolastico, la prima riunione collegiale che impostava — o almeno ci provava — regole, principi e atmosfera del percorso che insegnanti e studenti avrebbero fatto insieme per nove mesi.
Quest’anno no!
Ebbene sì, da oggi è ufficiale: ho lasciato definitivamente il mondo della scuola per dedicarmi del tutto all’acquerello.
Se me lo avessero detto qualche anno fa, ci avrei riso sopra. E invece ho trasformato ancora una volta la mia passione in lavoro.
Ancora una volta, perché anche con la matematica — eh sì, insegnavo matematica e fisica a scuola — finché è durato, è stato un lavoro amato e vissuto come gioco e passione allo stesso tempo.
Confucio diceva: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”
Non so se sia davvero così. So però che quando ho smesso di amare i miei giorni a scuola ho scelto un altro lavoro. L’ho nutrito negli anni, con pazienza e un po’ di incoscienza, fino a che oggi è capace di stare in piedi da solo.
Chissà dove mi porterà.
Oggi lo festeggio dedicando la giornata a disegnare, a osservare la strada fatta e alla gratitudine per tutto quello che è arrivato e arriverà.
Soprattutto alle persone che mi hanno sostenuta, a chi mi ha sfidata e a chi non credeva fosse possibile. Ognuno, a suo modo, ha contribuito a rafforzare il mio progetto di vivere con l’acquerello.
A guardar bene, quella parte di me che per tanti anni ha insegnato non poteva fare a meno dello scambio che avviene quando trasmetti una passione. Di quei momenti in cui sei felice perché qualcuno, proprio sotto i tuoi occhi, ha imparato qualcosa di nuovo ed è sorpreso, curioso, appagato.
Così ho iniziato a insegnare acquerello.
A contagiare centinaia di persone con la magia del colore, con l’imprevedibilità dell’acqua.
E si è creata una splendida comunità, nella mia città così come online, di cui sono immensamente grata.
Mentre festeggio questo nuovo capitolo ci sono però anche dei pensieri che fanno capolino.
Quelli di chi non sa come finirà il mese. Se ci saranno abbastanza iscritti ai corsi. Se riceverò una nuova commissione. Se sarò capace di gestire tutta la parte amministrativa necessaria a sostenere quella artistica.
Per diciotto anni ho avuto davanti un calendario già scritto.
Oggi no.
Oggi ci sono molte più domande che risposte.
Mi torna in mente una frase attribuita a Bukowski:
“Se stai provando a creare qualcosa, devi rischiare il fallimento. Se non rischi, non crei nulla. Il rimpianto è il peggior veleno della vita.”
Non so ancora dove mi porterà questa scelta.
Ma so che oggi, primo settembre, sono felice di averla fatta.